Carlo Goldoni (Venezia 1707-Parigi 1793).

Figlio di un medico, segue il padre nei suoi spostamenti in varie città italiane. Affascinato fin da giovane dalla vita avventurosa che conducono i teatranti, solo nel 1731 porta a termine gli studi di giurisprudenza. Pur esercitando l’attività di legale e in seguito anche quella di diplomatico, la sua passione dominante resta il teatro per cui scrive opere di genere diverso, dai drammi agli intermezzi comici alle tragicommedie.
Solo dal 1747, grazie al successo di alcune sue opere, si dedica completamente al teatro, trasformando in testi teatrali completamente scritti i semplici canovacci della vecchia commedia dell’arte in cui le maschere tradizionali (Arlecchino, Pantalone, Pulcinella, Colombina…) improvvisavano situazioni e dialoghi a partire da poche e semplici indicazioni. Goldoni scrive moltissime commedie in lingua e in dialetto veneziano suscitando la rivalità e le gelosie degli altri autori in voga.
Disgustato dalla critiche alle sue innovazioni e desideroso di cambiamento, si reca a Parigi dove riesce a imporsi al pubblico e alla corte e scrive, in francese, la sua autobiografia, I Mémories. Ritiratosi a vita privata, muore in miseria nel 1793.

Poetica
Carlo Goldoni creò un tipo di commedia completamente nuovo portando sulla scena la vita quotidiana al posto dei tipi fissi della commedia dell’arte. La commedia dell’arte era un tipo di teatro che, affermatosi nel Cinquecento, aveva avuto grande fortuna nel Seicento. Nella commedia dell’arte non esisteva il testo scritto: gli attori recitavano sulla base di un canovaccio, cioè di tracce, su cui i comici improvvisavano le loro battute (per questo era detta anche commedia dell’improvviso). Nel Settecento questo tipo di teatro mostra segni di crisi; le rappresentazioni diventano noiose e ripetitive, con battute sempre più scontate e volgari, fatte allo scopo di far divertire un pubblico dai gusti grossolani.
Le commedie goldoniane sono ancora oggi messe in scena con successo, data la loro straordinaria attualità. Infatti l’innovatore Goldoni ha saputo creare personaggi reali e tratteggiandone con finezza la psicologia, facendoli agire in situazioni concrete, quotidiane, ha dato vigore alla loro naturale comicità.
Goldoni è autore di più di cento commedie tra cui ricordiamo: La bottega del caffè, La locandiera, Le smanie per la villeggiatura, Le baruffe chiozzotte, Il ventaglio.